Il piacere della lettura, l’accettazione delle differenze, l’importanza della scuola per l’individuo e la società. Sono i temi che Giorgio Scaramuzzino affronterà con tre suoi spettacoli, prodotti dal Teatro dell’Archivolto, in scena al Teatro Filodrammatici di Piacenza da martedì 5 a giovedì 7 dicembre nel cartellone della Stagione di teatro scuola 2017/2018 “Salt’in Banco” di Teatro Gioco Vita, curata da Simona Rossi e organizzata dal Centro di produzione teatrale diretto da Diego Maj con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza, la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Martedì 5 dicembre con doppia recita alle ore 9 e alle ore 10.45 appuntamento con la conferenza/spettacolo “Come un romanzo” da Daniel Pennac, elaborazione drammaturgica di Giorgio Scaramuzzino, regia di Giorgio Gallione, per un pubblico a partire dai 12 anni. Allo scopo di soddisfare tutte le richieste pervenute dalle scuole secondarie di 1° grado e superiori, lo spettacolo sarà replicato anche la settimana successiva: martedì 12 dicembre sempre con doppia rappresentazione alle ore 9 e alle ore 10.45 al Teatro Filodrammatici.

“Il gusto del leggere non è andato perduto, è nascosto da qualche parte. Basta solo saperlo tirare fuori”. Queste più o meno le parole di Pennac, tratte dal suo saggio “Come un romanzo”. Lo spettacolo tratta appunto della lettura. O meglio del piacere della lettura. Come fare a non fare odiare leggere ai ragazzi? Pennac ci suggerisce alcune strade. L’attore nella conferenza/spettacolo, interagendo con gli spettatori, cercherà di capire dove è nascosto il gusto e il piacere di stare in solitudine con il compagno libro.

Il 6 e 7 dicembre invece sarà la volta di due spettacoli di Giorgio Scaramuzzino, di cui cura la drammaturgia e regia oltre ad esserne l’interprete, inseriti nel progetto “Urgenze” del Teatro dell’Archivolto, dedicato a produzioni e occasioni di teatro civile: un progetto nato nel 2009 che vuole far riflettere, attraverso spettacoli teatrali, su alcune precise tematiche che attraversano l’attualità.

Mercoledì 6 dicembre, con doppia recita alle ore 9 e alle ore 10.45, andrà in scena “Ma che bella differenza” – La diversità spiegata ai ragazzi, conferenza/spettacolo tratta dal libro dell’antropologo Marco Aime “Una bella differenza”.

Lo spettacolo vuole riflettere sul fatto che le differenze, di qualsiasi genere e sorta, sono in realtà piccole differenze, e che hanno un’origine comune, come del resto è unica la radice della nascita dell’essere umano. Differenze fisiche, politiche, religiose. Nello spettacolo si cercherà il perché di queste differenze, con l’obiettivo della piena accettazione e della constatazione che esse sono in realtà le facce della stessa medaglia. L’antropologia ci aiuta a trattare questo argomento con obbiettività: in questo senso lo spettatore può riconoscersi e riconoscere nell’altro, nel diverso, quei particolari umani che possono aiutarlo nell’accettarsi e nell’accettare.

Giovedì 7 dicembre, sempre alle ore 9 e alle ore 10.45, sarà la volta di “(Non) voglio andare a scuola” – Ovvero stai attento agli elefanti. Lo spettacolo racconta di bambini e ragazzi nel mondo che ogni giorno affrontano sacrifici inimmaginabili per andare a scuola. Storie drammatiche ma affrontate con il sorriso, a cui fanno da ironico contrasto i video in cui i nostri ragazzi raccontano i mille motivi per cui loro, invece, sono stufi di andare a scuola. Spesso non riflettiamo su come l’accesso all’istruzione rappresenti per molti l’unica possibilità di riscatto da situazioni sociali difficili. La scuola pubblica è un rifugio, un trampolino, una scommessa, per tutti.

Il piacere della lettura, l’accettazione delle differenze, l’importanza della scuola per l’individuo e la società. Sono i temi che Giorgio Scaramuzzino affronterà con tre suoi spettacoli, prodotti dal Teatro dell’Archivolto, in scena al Teatro Filodrammatici di Piacenza da martedì 5 a giovedì 7 dicembre nel cartellone della Stagione di teatro scuola 2017/2018 “Salt’in Banco” di Teatro Gioco Vita, curata da Simona Rossi e organizzata dal Centro di produzione teatrale diretto da Diego Maj con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza, la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Martedì 5 dicembre con doppia recita alle ore 9 e alle ore 10.45 appuntamento con la conferenza/spettacolo “Come un romanzo” da Daniel Pennac, elaborazione drammaturgica di Giorgio Scaramuzzino, regia di Giorgio Gallione, per un pubblico a partire dai 12 anni. Allo scopo di soddisfare tutte le richieste pervenute dalle scuole secondarie di 1° grado e superiori, lo spettacolo sarà replicato anche la settimana successiva: martedì 12 dicembre sempre con doppia rappresentazione alle ore 9 e alle ore 10.45 al Teatro Filodrammatici.

“Il gusto del leggere non è andato perduto, è nascosto da qualche parte. Basta solo saperlo tirare fuori”. Queste più o meno le parole di Pennac, tratte dal suo saggio “Come un romanzo”. Lo spettacolo tratta appunto della lettura. O meglio del piacere della lettura. Come fare a non fare odiare leggere ai ragazzi? Pennac ci suggerisce alcune strade. L’attore nella conferenza/spettacolo, interagendo con gli spettatori, cercherà di capire dove è nascosto il gusto e il piacere di stare in solitudine con il compagno libro.

Il 6 e 7 dicembre invece sarà la volta di due spettacoli di Giorgio Scaramuzzino, di cui cura la drammaturgia e regia oltre ad esserne l’interprete, inseriti nel progetto “Urgenze” del Teatro dell’Archivolto, dedicato a produzioni e occasioni di teatro civile: un progetto nato nel 2009 che vuole far riflettere, attraverso spettacoli teatrali, su alcune precise tematiche che attraversano l’attualità.

Mercoledì 6 dicembre, con doppia recita alle ore 9 e alle ore 10.45, andrà in scena “Ma che bella differenza” – La diversità spiegata ai ragazzi, conferenza/spettacolo tratta dal libro dell’antropologo Marco Aime “Una bella differenza”.

Lo spettacolo vuole riflettere sul fatto che le differenze, di qualsiasi genere e sorta, sono in realtà piccole differenze, e che hanno un’origine comune, come del resto è unica la radice della nascita dell’essere umano. Differenze fisiche, politiche, religiose. Nello spettacolo si cercherà il perché di queste differenze, con l’obiettivo della piena accettazione e della constatazione che esse sono in realtà le facce della stessa medaglia. L’antropologia ci aiuta a trattare questo argomento con obbiettività: in questo senso lo spettatore può riconoscersi e riconoscere nell’altro, nel diverso, quei particolari umani che possono aiutarlo nell’accettarsi e nell’accettare.

Giovedì 7 dicembre, sempre alle ore 9 e alle ore 10.45, sarà la volta di “(Non) voglio andare a scuola” – Ovvero stai attento agli elefanti. Lo spettacolo racconta di bambini e ragazzi nel mondo che ogni giorno affrontano sacrifici inimmaginabili per andare a scuola. Storie drammatiche ma affrontate con il sorriso, a cui fanno da ironico contrasto i video in cui i nostri ragazzi raccontano i mille motivi per cui loro, invece, sono stufi di andare a scuola. Spesso non riflettiamo su come l’accesso all’istruzione rappresenti per molti l’unica possibilità di riscatto da situazioni sociali difficili. La scuola pubblica è un rifugio, un trampolino, una scommessa, per tutti.